Ristoranti in cui ritrovare la Milano di un tempo

La nostra top 5 di ristoranti tipici lombardi, perché Milano è una città multiculturale, ma dalle tradizioni antiche Sono ristoranti a conduzione familiare nati in posizioni strategiche quando Milano ancora…

La nostra top 5 di ristoranti tipici lombardi, perché Milano è una città multiculturale, ma dalle tradizioni antiche

Sono ristoranti a conduzione familiare nati in posizioni strategiche quando Milano ancora non era la metropoli che conosciamo ora e che, col passare degli anni, sono riusciti a mantenere intatta la loro identità, grazie a una cucina semplice, a regola d’arte, come facevano le nostre nonne.

Noi ve ne consigliamo cinque, quelli che meglio ci riportano ai sapori della Milano di un tempo.

Antica Osteria Cavallini. Ristorante che si presenta con una nuova veste, elegante ma non eccessivamente formale: rinasce dopo una lunga tradizione familiare, mantenendo charme e stile architettonico del vecchio locale anni Trenta. Memoria, passato e innovazione si sposano in un connubio di sapori tra cucina tradizionale e quella d’avanguardia, con un occhio di riguardo alla ricerca del prodotto e alla genuinità delle materie prime.

Bice. Locale storico e rinomato a Milano, molto noto per la cucina casalinga, la cordialità del servizio e la raffinatezza dei suoi ambienti, è da sempre considerato il salotto di Milano per eccellenza. La sua cucina propone piatti di forte tradizione toscana ma anche piatti meneghini come l’ossobuco con risotto. Paste, risotti e dolci rigorosamente fatti in casa.

Ristorante La Pobbia 1850.  Da più di 150 anni gestito dalla famiglia Anzaghi, il ristorante La Pobbia 1850 è un punto di riferimento per gli amanti dell’autentica cucina milanese e luogo ideale per chi desidera scoprirne le specialità. Propone un menù che varia con le stagioni e propone ricette di alta cucina classica e creativa con ingredienti pregiati e di ottima qualità.

Al Garghet. In un angolo incontaminato e magico di Milano troviamo questo pittoresco ristorante che propone i tipici sapori milanesi e non solo in un ambiente carico di storia. Una cucina casalinga, dagli antipasti ai dolci, preparata solo con ingredienti naturali.

Antica Trattoria della Pesa. Tra i più antichi della città, situato nell’attuale Porta Garibaldi, questo ristorante è espressione della grande tradizione gastronomica lombarda. Condotto dalla famiglia Sassi, è un locale pieno di storia che ambisce a mantenere l’atmosfera e l’autenticità dell’Ottocento. Si può dire che l’Antica Trattoria della Pesa è un angolo di Milano dove si incontrano buongusto e tradizione.

Risotti di ogni genere, cotoletta alla milanese, cassoeula, ossobuco, formaggi e dolci deliziosi. Sta venendo fame anche a voi?

 

 

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Come creare una strategia di online advertising efficace?

Le piattaforme e i canali di digital advertising sono molteplici e ognuno ha funzioni specifiche in base agli obiettivi da raggiungere. Oggi raccontiamo cosa abbiamo pensato per la sponsorizzazione dei…

Le piattaforme e i canali di digital advertising sono molteplici e ognuno ha funzioni specifiche in base agli obiettivi da raggiungere. Oggi raccontiamo cosa abbiamo pensato per la sponsorizzazione dei ristoranti di un nostro cliente

Analizzare gli obiettivi. Qualsiasi strategia di marketing deve partire dall’individuazione di obiettivi precisi. Aumentare il fatturato, per intenderci, è un obiettivo generico e scontato. Nel nostro caso l’obiettivo era aumentare il numero di utenti dei servizi di delivery e take away offerti dal brand.

Scelta della piattaforma. Un numero sempre maggiore di titolari di business del settore ristorativo si sta interessando al mondo digital per promuovere la propria attività, ma spesso la scarsa conoscenza della materia porta a pensare che una piattaforma sia migliore rispetto a un’altra, oppure che una sia più costosa di altre. La verità è che non esiste un canale migliore in assoluto: deve essere scelto in base agli obiettivi.

Nello specifico, per il nostro cliente abbiamo scelto di usare Google Adwords in modo da mostrarne l’annuncio ai probabili clienti mentre stanno cercando il servizio offerto dal ristorante. La sponsorizzazione sui motori di ricerca, infatti, raggiunge quella che viene definita domanda consapevole, quella di un utente che ha già preso la decisione di usufruire di un servizio o soddisfare un bisogno ma non sa ancora a chi rivolgersi. È in questo momento che è importante rendersi visibili.

Individuare il target. Conoscere il target della propria attività è di fondamentale importanza, soprattutto quando si opera nel digital, dove è possibile raggiungere con precisione le persone che interessano in base all’età, al luogo di residenza e agli interessi personali.

Verificare e implementare la user experience. Senza dubbio Google, Facebook e Instagram, per citare i più conosciuti, sono strumenti molto potenti per aumentare la propria visibilità online, ma non fanno ancora magie! Spesso si crede sia sufficiente impostare un buon budget e affidare tutto agli algoritmi di queste piattaforme, sperando in poco tempo di riempire la sala del ristorante con nuovi clienti. Quando un nuovo utente ci conosce online è necessario condurlo in modo rapido e semplice verso il nostro obiettivo; un sito web obsoleto, un sistema di prenotazione poco funzionale o una sporadica gestione delle pagine social possono avere effetti doppiamente negativi se si decide di promuoversi online, perché viene disperso del budget per raggiungere persone che riceveranno una cattiva brand image dell’attività, ancor prima di sedersi a un tavolo del ristorante.

Nel nostro caso ci siamo assicurati di condurre l’utente, il quale ha cliccato sugli annunci in modo rapido e agevole verso la prenotazione al ristorante.

Creazione, ottimizzazione e monitoraggio della campagna. Una volta determinato il canale, il pubblico, il budget e i contenuti da promuovere, si passa alla creazione tecnica della campagna tramite gli strumenti messi a disposizione dalle varie piattaforme. Le campagne vanno poi monitorate e ottimizzate in base ai risultati. La buona notizia è che, rispetto ai sistemi tradizionali, nel digital si può in qualsiasi momento modificare e migliorare diversi aspetti delle promozioni in tempo reale senza spendere ulteriore budget.

Nelle campagne di tutti i nostri clienti abbiamo più volte modificato e spostato il budget verso quello che, dati alla mano, risultava essere il pubblico più propenso a compiere le azioni volute.

Saper usare gli strumenti è fondamentale. La pubblicità sul web funziona e non è possibile non considerarla in una strategia generale di marketing. Tuttavia, bisogna ricordarsi sempre che essa richiede conoscenze tecniche precise e non può essere affrontata in modo amatoriale.

Se ti serve qualche consiglio o stai pensando di investire nel digitale per la tua attività, scrivici a info@aroundhotel.com.

 

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Dieci luoghi colorati per respirare aria di primavera

Si sa, la primavera risveglia la natura e il desiderio di viaggiare. Per questo oggi vi parleremo di alcuni dei nostri luoghi colorati preferiti Girovagando per il mondo, tra le…

Si sa, la primavera risveglia la natura e il desiderio di viaggiare. Per questo oggi vi parleremo di alcuni dei nostri luoghi colorati preferiti

Girovagando per il mondo, tra le mete più colorate troviamo l’Avana, la capitale cubana che con le sue case e le auto d’epoca illumina le strade unendo passato e presente e dando ancora più vitalità a un paese come Cuba.

L’allegra Buenos Aires non poteva mancare coi suoi colori sgargianti che hanno il loro culmine nel quartiere La Boca e nel Caminito, la via degli artisti. Era tradizione infatti dipingere le case con tinte vivaci, utilizzando le rimanenze delle vernici usate per colorare le barche che trasportavano le merci.

In Europa sono tanti gli angoli colorati: alcuni sono interi quartieri, altri semplici monumenti.

Tra i quartieri colorati troviamo le case che si affacciano sul fiume di Innsbruck, fino agli edifici sul canale Nyhavn di Copenaghen. Nella città danese, le dimore colorate rappresentavano il porto sicuro di marinai e scrittori, tra i quali Andersen, che ci abitò per circa vent’anni. Nella fredda ma bellissima Praga invece si trova il Vicolo d’Oro. A dispetto del nome entrandoci non ci si troverà davanti a oro sparso in ogni dove, ma a delle piccole case, basse, con finestrelle e porte ad altezza dei sette nani. Il Vicolo d’Oro è situato accanto al Castello e in origine, secondo la leggenda, erano le dimore degli arcieri per difesa.

In ultimo ci sono due luoghi particolarmente magici. Il primo è il celebre quartiere di Notthing Hill di Londra, che ha dato anche nome al noto film con Hugh Grant e Julia Roberts. Le case, in perfetto stile inglese con tre-quattro gradini prima dell’ingresso, illuminano la zona con i loro colori pastello.

Uno stile fiabesco esprime invece il Palacio National de Pena a Sintra, cittadina dei castelli a 20 km di Lisbona e dichiarata patrimonio dell’Unesco. Colori sgargianti e vivaci ravvivano ogni sezione esterna dell’edificio ottocentesco.

E la nostra amata Italia?

Se si pensa ai colori in Italia subito viene in mente la piccola isola della laguna di Venezia, Burano. Con le sue case gialle, verdi, rosse e rosa illumina lo sguardo dei diversi turisti che ogni giorno passano da qui. Ma in origine le case erano state realizzate con mille colori accesi per aiutare i pescatori a ritrovare la strada di casa anche in giornate di nebbia fitta.

La Liguria è nota per le sue case multicolor. Soprattutto le amate Cinque Terre, in particolare Riomaggiore, Vernazza, e la bellissima Portovenere illuminano le giornate e la costa del mare ligure.

Sapete che anche Milano ha la sua zona di colori? Si trova in via Lincoln, in zona piazza Cinque Giornate ed è l’ex quartiere operaio. Passeggiare in questa piccola via è come ritrovarsi catapultati improvvisamente fuori dal grigio di Milano e ritrovarsi in qualche paese esotico.

Photo credit: Arianna De Felice

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Case history della comunicazione: l’apertura di AleXAmber Fish Cuisine a Milano

Vi raccontiamo come abbiamo lavorato all’apertura di AleXAmber Fish Cuisine, il ristorante dei figli della celebre Bice Milano   Sicuramente tra i compiti più stimolanti, raccontare AleXAmber Fish Cuisine è…

Vi raccontiamo come abbiamo lavorato all’apertura di AleXAmber Fish Cuisine, il ristorante dei figli della celebre Bice Milano

 

Sicuramente tra i compiti più stimolanti, raccontare AleXAmber Fish Cuisine è stata una sfida affascinante. C’erano tre ragazzi molto giovani e molto talentuosi che stavano per intraprendere il percorso più importante della loro vita sino a ora, e tutto andava raccontato nel modo migliore possibile. Due di loro, Ambra e Alessandro Mazzone, hanno una tradizione di tutto rispetto alle spalle: quella del ristorante di Bice Milano, dove sono cresciuti. E noi conosciamo bene quella tradizione, perché la raccontiamo tutti i giorni sui canali dedicati.

«L’idea nasce da quando eravamo bambini, venivamo a giocare al ristorante dei miei genitori e col passare degli anni la nostra è diventata una passione. Simulavamo le attività del ristorante anche a casa, dove avevamo una piccola cucina giocattolo. Ho sempre saputo di voler continuare l’attività di famiglia».

Alessandro Mazzone

Il primo passo ‒ come sempre ‒ è stato quello di sentire il racconto dalle loro labbra, in un pomeriggio passato allo storico ristorante di via Borgospesso insieme ai fratelli Mazzone e allo chef Alessandro Schiavon, anche lui cresciuto professionalmente nella cucina di Bice.

I miei genitori hanno un ristorante a Imperia e anche io mi sono innamorato presto di questo lavoro. Studiavo ragioneria e nel frattempo lavoravo in sala. La prima esperienza in un ristorante che non era quello nostro si è svolta proprio in sala. Poi una sera il cuoco non c’era e così sono andato io: è stata una rivelazione. Pensavo di non essere in grado, mi sembrava difficile e invece poi dopo quella serata d’agosto al mare, quindi decisamente affollata, ero molto soddisfatto e ho capito fino in fondo che volevo assolutamente fare questo lavoro. Lavorare al ristorante dei miei genitori mi ha insegnato molto sulle materie prime, sulla cucina di pesce e ho avuto anche un’influenza del sud: la mia prima insegnante in cucina è stata mia nonna, che è siciliana.

Alessandro Schiavon

Il nome del ristorante viene dai nostri nomi declinati in inglese uniti insieme, Alex e Amber. Ci piaceva l’idea di unire i nostri nomi, suonava bene e quindi ci siamo trovati subito d’accordo. Anche la scelta dei colori non è casuale, adoro il nero e, unito al bianco e al rosso richiama Bice. Teniamo molto alle nostre radici e al fatto che veniamo da qui, come se proseguissimo quello che fanno i nostri genitori.

Ambra Mazzone

Ci trovavamo di fronte a tre ragazzi che, per quanto giovani, erano già molto consapevoli del loro mestiere e del loro futuro. Dopo aver capito sino in fondo la filosofia della cucina cui avrebbero dato vita, ci siamo dedicati al piano editoriale:

  • Storytelling dei lavori
  • Racconto dei proprietari e dello chef
  • Localizzazione del locale in un quartiere molto vivo di Milano, porta Nuova

in prima istanza, cui sarebbero seguiti:

  • Alta qualità delle materie prime
  • Piatti del menù

Abbiamo dunque iniziato a comunicare il progetto passo dopo passo, sia su Facebook che su Instagram, sponsorizzando i post più rilevanti. Prima il quartiere, poi la ristrutturazione del locale che avrebbe accolto il ristorante, la parte più importante dello storytelling, in quella fase; raccontare la decorazione degli esterni e degli interni ‒ dando spazio anche a nomi d’eccezione, come quello di Fornasetti per la carta da parati, fino al risultato finale ‒, ci ha aiutati a coinvolgere gli utenti, mostrando giorno dopo giorno il modo in cui prendeva vita un progetto pieno di cura del dettaglio e carico di aspettative. È stato sicuramente questo l’elemento di maggior pressione: non stavamo comunicando ristoratori che stavano cominciando da zero, ma persone con una tradizione molto precisa; l’identità dei nostri giovani interlocutori, la loro storia, il know how acquisito sin da piccoli dovevano avere il giusto risalto, senza però che pesasse come unico argomento veicolato attraverso i nostri post. Abbiamo puntato sui loro volti e sui luoghi da dove provengono.

Nel frattempo i testi del sito erano già stati definiti insieme a loro, sulla base di quel lungo racconto che aveva segnato il nostro incontro, la materia prima con cui abbiamo dato corpo ai post su Facebook e su Instagram. Oltre alla storia, la tradizione, la definizione di tutti i dettagli del progetto, l’altro argomento cardine è diventato presto la filosofia della cucina, insieme all’alta qualità delle materie prime, tratto che deriva da Bice Milano, insieme all’unicità che distingue l’accoglienza degli ospiti: un insieme di cordialità affettuosa e di estrema professionalità che raramente si sperimentano in un ristorante.

Il servizio fotografico è stato un altro passaggio importante a dir poco, che avrebbe dato corpo alla linea editoriale e all’immagine tanto quanto allo stile scelto per i testi. Modestino Tozzi ha lavorato alle foto dando risalto alle materie prime e ai colori delle portate, alla raffinatezza degli ambienti e alle luci soffuse. In questo modo è stato possibile completare il lavoro al sito internet alexamberfishcuisine.com, che racchiude i contenuti più importanti.

Dall’apertura del ristorante, è entrato nel vivo un aspetto importante della nostra attività, il costumer care online, nella gestione delle recensioni su varie piattaforme, al fine di creare engagement con i clienti e in generale con tutti gli utenti che interagiscono con i profili social di AleXAmber e con chi lascia una recensione su tripdvisor e su Facebook.

In questo caso in particolare, il nostro lavoro è semplice: AleXAmber Fish Cuisine ha subito colpito i suoi clienti per la straordinaria qualità delle materie prime, per la squisitezza delle sue proposte culinarie ricercate e per l’accoglienza particolarmente gentile dei suoi ospiti.

Continuiamo giorno dopo giorno a raccontare queste peculiarità e gli eventi al ristorante, che sta rendendo giustizia alla tradizione da cui proviene.

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I caffè di Milano più amati dagli instagramer

Ecco alcuni bar di Milano molto amati dagli instagramer dove mangiare bene! Ormai gli amanti di Instagram sono dappertutto e ricercano l’angolo o dettaglio giusto da postare sul loro profilo…

Ecco alcuni bar di Milano molto amati dagli instagramer dove mangiare bene!

Ormai gli amanti di Instagram sono dappertutto e ricercano l’angolo o dettaglio giusto da postare sul loro profilo social. Attualmente, tra le tendenze più in crescita ci sono i bar a prova di instagramer. Ecco una lista di quelli imperdibili a Milano.

Primo fra tutti Bar Luce, progettato dal regista Wes Anderson e situato all’interno del complesso della Fondazione Prada in largo Isarco 2: mobili vintage, colazioni da pasticceria, flipper e colori pastello. Elementi perfetti per ogni instagramer. Sempre di colori pastello si tratta: al Vanilla Bakery in via San Siro 2, il colore predominante è il rosa confetto; sarete accolti in un mondo stile Alice nel paese delle Meraviglie tra omini di pan di zenzero e cupcake americani glitterati per arricchire il proprio profilo Instagram di uno stile più fashion.

Quando si parla di pasticceria si pensa subito allo stile dei café parigini e anche Milano ha voluto replicare questa raffinata atmosfera francese. Tra i bar più apprezzati si colloca Marotin, in via Archimede 59, che col suo stile rétro e profumo di dolci rimanda oltre il confine del nostro Belpaese.

Uno stile più semplice contraddistingue invece i locali di oTTo, in via Sarpi 8, e Pavé Milano, presente con tre punti vendita in città. Lo caratterizza uno stile industrial con tavoli in legno appositamente rovinati che fanno impazzire gli instagramer. Pavé inoltre ricrea un ambiente che fa sentire tutti come a casa lasciando intravedere ai clienti la pasticceria laboratorio a vista.

Diversi bar milanesi puntano sugli angoli di verde, come Riad Food Garden in viale Piave 17, che rievoca nel suo bistrot uno stile marocchino-danese, o il LùBar, all’interno del complesso del GAM, in via Palestro 16, col suo giardino che propone specialità siciliane.

In ultimo, non certo per importanza, il Crazy Cat Café, in via Napo Torriani 5. Dedicato agli amanti dei gatti e a tutti coloro che pensano che la pet therapy sia un ottimo metodo per risollevarsi la giornata insieme, ovviamente, a una tazza di caffè gattosa.

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Gotta eat them all, poké bowl!

Lo avete già mangiato? Vi sveliamo alcune curiosità sulla poké bowl! Qual è il foodtrend dell’estate 2018? Un piatto colorato, fresco e al tempo stesso completo e con poche calorie, che…

Lo avete già mangiato? Vi sveliamo alcune curiosità sulla poké bowl!

Qual è il foodtrend dell’estate 2018? Un piatto colorato, fresco e al tempo stesso completo e con poche calorie, che arriva direttamente da oltreoceano.

Ma andiamo con ordine. La poké bowl è un piatto di origini hawaiane che letteralmente significa “tagliato a cubetti”: un’insalata di pesce crudo che nasce come piatto tradizionale consumato dai pescatori hawaiani a base di tonno o, in alternativa, polpo, a cui veniva aggiunto qualsiasi altro condimento a loro disposizione.

Da tipico piatto soul food, la poké bowl si è evoluta e, in ogni luogo in cui è approdata, risente di contaminazioni asiatiche nei condimenti (salsa di soia, olio di sesamo e alghe), così come aggiunte di ingredienti tipici del Pacifico: cipolle, peperoncino, verdure, spezie. Le influenze non si fermano qui: la ricetta si trasforma nuovamente aggiungendo pomodori, peperoni verdi, insalata e avocado.
Questa specialità, saporita e nutriente, è giunta anche in Europa, diventando il piatto preferito dei foodlover e foodblogger di tutto il vecchio continente, ma soprattutto il più instagrammato, grazie ai suoi colori vivaci che ben si prestano a questo social.

A Milano questa nuova moda non è certo passata inosservata, tant’è che numerosi ristoranti, come The Botanical Club, Temakinho e Perla D’oro, hanno deciso di inserirla nel loro menù.
Quest’ultimo, data la sua vena fusion e la continua ricerca che ne caratterizzano la cucina, ha incluso questi piatti colorati, freschi e pieni di gusto nella sua proposta in pausa pranzo. Perla D’oro propone le poké bowl in tre versioni (salmone, branzino e tonno), accanto al suo speciale menù dedicato a chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare al gusto!

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Case history della comunicazione: Aroundlab realizza il sito della sartoria L’amoreèovunque

Vi raccontiamo un po’ di particolari su come abbiamo lavorato al sito di Beatrice Cerruti, giovane sarta ligure     Lei è  una giovane sarta che ha imparato tutto da…

Vi raccontiamo un po’ di particolari su come abbiamo lavorato al sito di Beatrice Cerruti, giovane sarta ligure

 

 

Lei è  una giovane sarta che ha imparato tutto da sé. Ha scoperto la sua passione cercando un regalo originale, fino a che non ha deciso di cucirlo da sola. A poco a poco ha messo su un laboratorio sartoriale a Varazze, in Liguria, dove vende vestiti fatti a mano. Beatrice Cerruti promuove su Facebook le sue creazioni, nella pagina L’amoreèovunque, che è stato il suo unico canale insieme a Instagram, finché non ha sentito l’esigenza di un sito internet in cui fosse possibile ordinare e acquistare.

Realizzare il sito internet per un’attività è un po’ come cucire un abito su misura: se non conosci le misure del diretto interessato, né i colori che preferisce, non potrai mai fare un buon lavoro. Così il primo passo è sempre ascoltare il cliente, studiare il suo lavoro, capire chi è. Abbiamo ascoltato la storia di Beatrice con una punta di meraviglia, perché ha avuto il coraggio di lasciare una posizione sicura per intraprendere la libera professione e lo ha fatto scegliendo lo studio, la ricerca e i materiali made in Italy: infatti, oltre a essere tutte fatte a mano su cartamodelli disegnati da lei ‒ quindi uniche ‒ le sue creazioni sono realizzate con stoffe di alta qualità rigorosamente italiane. Cotone, jersey di lana, lana cotta sono solo alcuni dei tessuti che Beatrice seleziona con cura contattando e andando personalmente dai suoi fornitori per scegliere quelli migliori, in giro per l’Italia. Il sito, dunque, doveva parlare del suo gusto, dare spazio alle creazioni, al suo estro, accennare alla sua storia e mettere in risalto la qualità dei materiali. Abbiamo scelto di creare un sito bello, di inserire poco testo che raccontasse brevemente la sua storia in prima persona; era indispensabile dare risalto al fatto che i capi siano originali, fatti a mano e di tessuti di alta qualità, quindi abbiamo optato per un sito che strizza l’occhio al gusto femminile, dato che il target di riferimento è prevalentemente costituito da donne. L’obiettivo era costruire un sito graficamente accattivante, dai colori chiari, con un’interfaccia in cui le immagini hanno uno spazio maggiore rispetto alle parole; volevamo che fosse essenziale.

L’immagine con cui si apre il sito ritrae una modella di spalle, i suoi movimenti fanno intuire una camminata svelta, decisa, sembra una donna che sta andando incontro al suo futuro senza incertezza: abbiamo trovato che fosse decisamente in linea col percorso di Beatrice. Inoltre indossa i suoi modelli, dunque era perfetta.

Per l’altra immagine abbiamo scelto una foto dello stesso servizio fotografico, per sottolineare con poche parole ciò che distingue le sue creazioni da ogni altra. L’altro strumento fondamentale di cui abbiamo dotato il sito è l’e-commerce, dove si può vedere la merce ordinata per categorie in modo intuitivo, immediato e dove è possibile fare acquisti in modo semplice: è quello lo spazio migliore dove dare risalto al lavoro di Beatrice.

Esistono regole certe per realizzare un sito efficace? Di sicuro certi aspetti tecnici vanno sempre rispettati, ma siamo certi che la regola più importante sia quella di ascoltare il cliente, di capire fino in fondo la realtà che va raccontata e promossa attraverso un sito. Una volta stabilita la direzione e il target, il resto viene da sé e limare le imperfezioni sarà più semplice.

Ecco come Aroundlab ha scelto di raccontare il laboratorio, il sito è visitabile a questo link.

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Aroundhotel all’ITB Berlin!

Se operate in ambito turistico, senza dubbio sapete già di cosa stiamo parlando. Con oltre 180.000 visitatori, tra cui numerosi operatori turistici ed espositori provenienti da 180 paesi, l’ITB Berlin,…

Se operate in ambito turistico, senza dubbio sapete già di cosa stiamo parlando. Con oltre 180.000 visitatori, tra cui numerosi operatori turistici ed espositori provenienti da 180 paesi, l’ITB Berlin, Fiera Internazionale del Turismo, è attualmente la più importante manifestazione del settore.

Alla ITB Berlin si può scoprire il mondo intero in cinque giorni. Presenta paesi, operatori turistici, sistemi di prenotazione, agenzie di trasporto, hotel, noleggio auto. È una vetrina privilegiata per le aziende, i cui rappresentanti forniscono consigli tecnici a visitatori specializzati in prospettiva di creare contatti commerciali.

Grazie a un’ottimale cooperazione di tutto il team, siamo presenti con uno stand ufficiale, precisamente il 226, all’interno del padiglione 1.2.
Aroundhotel partecipa alla fiera in collaborazione con il rinomato Miramare Sea Resort di Ischia, di cui curiamo la comunicazione integrata: abbiamo creato sito web, booking engine e immagine coordinata; gestiamo tutti i giorni il customer care online e i profili social della struttura.

Hai bisogno di ottimizzare i tuoi canali social? Vieni a trovarci allo stand per discutere dei più innovativi metodi di comunicazione e delle nuove tecnologie dedicate al settore alberghiero. Desideri accrescere la visibilità online della tua attività? Siamo qui per spiegare come sviluppiamo siti web, booking engine e channel manager su misura per gli hotel. Sito web, social network, portali di customer care: siamo coscienti che agli operatori turistici a volte mancano il tempo e il know-how necessari per gestire la propria comunicazione online. La soluzione? Affidarsi a noi, così da poter contare su un’assistenza costante nell’ottica di un rapporto duraturo nel tempo.
Il quid in più, che differenzia la nostra realtà rispetto alle tradizionali web and communication agency, consiste nell’avere sempre un unico obiettivo in mente: soddisfare al 110% i nostri clienti.

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Case history della comunicazione Aroundhotel: Hotel Palace di Diano Marina

Da pochi giorni è online il sito dell’Hotel Palace di Diano Marina, di cui abbiamo curato testi e struttura. Il sito web è un biglietto da visita fondamentale per chiunque…

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Da pochi giorni è online il sito dell’Hotel Palace di Diano Marina, di cui abbiamo curato testi e struttura. Il sito web è un biglietto da visita fondamentale per chiunque intraprenda un’attività e dunque va curato nei minimi dettagli. Per scrivere i testi abbiamo quindi pensato di non limitarci a descrivere l’albergo e i servizi che offre, ma di parlare con i proprietari per sentire come gestiscono la loro attività e quali obiettivi perseguono.

E così abbiamo saputo che, come testimoniano le recensioni su TripAdvisor, la gestione dell’Hotel Palace ha ben poco di impersonale, perché avviene all’insegna del contatto umano con gli ospiti, che vengono accolti con molta cura e vengono anche ricordati dopo il viaggio, così tanto da diventare molto spesso degli habitué della struttura. Abbiamo pensato che la descrizione dell’albergo dovesse assolutamente raccontare di questo modo di condurre l’attività, così come bisognava che informasse i potenziali ospiti dei motivi che guidano la gestione: il rinnovamento continuo della struttura e il mantenimento della tradizione nel trattare con i clienti in modo più che cordiale, senza far mancare mai il contatto umano.

In questo modo la comunicazione non rimane distante dalle persone che deve raccontare e di cui promuove l’attività, ma le descrive da vicino per come sono, dicendo a gran voce cosa le distingue dagli altri.

Ed è questo il nostro obiettivo: arrivare ai tuoi potenziali clienti e comunicare chi sei.

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Il FuoriSalone del gusto

E anche quest’anno è tempo di Salone del Mobile a Milano! La redazione di Aroundhotel vi suggerisce gli indirizzi dove mangiare se vi trovate nei district  del Fuori Salone fra…

E anche quest’anno è tempo di Salone del Mobile a Milano! La redazione di Aroundhotel vi suggerisce gli indirizzi dove mangiare se vi trovate nei district  del Fuori Salone fra Brera – Tortona e Lambrate.

 

BRERA DESIGN DISTRICT

  • Parma & Co: drogheria tipica parmense dove è possibile, oltre ad acquistare prodotti emiliani, anche mangiare. Aperto a pranzo, all’aperitivo e a cena e domenica anche con il brunch.
  • Osteria di Brera: locale specializzato in cucina mediterranea con specialità di pesce, cruditè e con un’ampia carta dei vini.
  • Osteria dei Poeti: cucina artigianale di lunga tradizione, menù italiano che cambia 3 volte l’anno.
  • La Tartina: ripresa di un concept vicentino dove i proprietari usavano passare le loro giornate, il locale è aperto per pranzo e per l’aperitivo. Tartine artigianali, preparate il giorno stesso con prodotti di qualità sia per il cibo che per il bere. Aperitivo top: il mercoledì sera con il “Mercoledì in Tartina”.
  • Tramé: il vero tramezzino veneziano e accompagnato da spritz in Piazza Simpliciano, per il FuoriSalone rimarrà aperto finchè c’è gente.
  • Di Viole di Liquirizia: nato dal desiderio di creare un posto confortevole per sentirsi come a casa, offre pasticceria campana e non, biscotteria, tutto rigorosamente artigianale.
  • Radetzky: lunch e aperitivo per eccellenza.
  • Pescetto: sfida imprenditoriale di Emanuele e Alessandro, aperto nel 2013 con un format innovativo: scegli il pesce, la quantità e paghi a peso il tuo pranzo.

 

TORTONA DESIGN DISTRICT

  • Basara Milano Sushi Pasticceria: pasticceria a colazione e sushi a pranzo e a cena. In occasione del fuori salone offre anche aperitivo a base i nigiri e non solo.
  • Michetta Porta Genova: oltre alle michette di base, per l’occasione potrete trovare laMichetta Gourmet” con zola pere e rucola. Per i 5 giorni del FuoriSalone l’apertura è fino alle 23.
  • Insalatina&Bakery: insalate, panini, centrifughe e dolci tutti preparati al momento, take away e delivery, non vi sono molti posti a sedere.
  • PaninoLAB alla Ferramenta: nato dalla ricerca di prodotti di piccoli produttori italiani ed esteri, Carlo offre panini con al massimo 2 o 3 ingredienti e un menù composto da 18 panini e 1 o 2 fuori lista con la possibilità di scegliere anche zuppe e insalate.
  • Ristorante il Boccino: cucina mediterranea, carne servita su pietra lavica, ha una terrazza molto accogliente già aperta.

 

 

LAMBRATE DESIGN DISTRICT

  • Birrificio Lambrate: Pub e ristorante del più rinomato birrificio milanese in zona città studi, vi aspettano in via Golgi e in via Adelchi.
  • UpCycle Bike Cafè Milano: locale di ispirazione nordeuropea, punto di aggregazione per gli amanti delle due ruote, è aperto da mattino a sera, dalla colazione a cena.
  • Trattoria Sole: cucina casalinga italiana e d’oltralpe, offre un menù diverso a pranzo e a cena, il tutto servito in un ambiente casalingo.

 

 

 

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