Le migliori destinazioni del 2018 secondo i viaggiatori di Tripadvisor

Come ogni anno Tripadvisor ha stilato le sue classifiche di gradimento basandosi sulle recensioni dei viaggiatori. Ecco tutte le città vincitrici Tripadvisor ha diffuso in questi giorni i risultati del…

Come ogni anno Tripadvisor ha stilato le sue classifiche di gradimento basandosi sulle recensioni dei viaggiatori. Ecco tutte le città vincitrici

Tripadvisor ha diffuso in questi giorni i risultati del premio annuale, assegnato alle destinazioni più amate dai viaggiatori di tutto il mondo tenendo presente diversi fattori quali qualità e quantità delle recensioni di attrazioni, hotel, ristoranti e prenotazioni ricevute negli ultimi 12 mesi.

L’Italia ha conquistato il podio dei Travelers’ Choice Destination Awards del 2018 grazie alla città eterna che si è posizionata terza, subito dopo a Parigi e Londra. Posizionandosi terza tra le dieci destinazioni più amate, Roma conferma il trend positivo degli ultimi anni. Nel 2015 e 2016 era settima, nel 2017 era già a un passo dal podio.

Se invece ci concentriamo sul bel paese, dopo Roma sono presenti Firenze, culla dell’architettura, e la romantica Venezia. Infine le regioni che possono vantare più destinazioni premiate sono la Campania con Sorrento, l’Isola di Ischia, Napoli, Positano e l’Emilia Romagna con Rimini e Cervia.

Milano invece scende di una posizione rispetto allo scorso anno classificandosi solo sesta.

Nelle classifiche si alternano sia città dal grande valore artistico e storico che patrimoni naturali dal valore unico come Creta, Bali, Maiorca e Santorini. Ancora indecisi sulla giusta destinazione? Ecco di seguito le classifiche integrali!

Nella top 10 mondiale subito dopo Parigi, Londra e Roma troviamo: Bali, Creta, Barcellona, Praga, Marrakech, Istanbul e New York City.

I trend delle scelte italiane si posizionano invece come segue: Roma, Firenze, Venezia, Sorrento, Rimini, Milano, Isola di Ischia, Napoli, Cervia e Positano.

Infine le mete europee più amate sono: Parigi, Londra, Roma, Creta, Barcellona, Praga, Istanbul, Lisbona, Maiorca e Santorini.

 

Pronti a partire?

 

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Albacross ti aiuta a trovare nuovi clienti!

Albacross è un innovativo tool per il marketing B2B che permette di tracciare le visite delle aziende al tuo sito web e creare campagne adv rivolte a un target ad…

Albacross è un innovativo tool per il marketing B2B che permette di tracciare le visite delle aziende al tuo sito web e creare campagne adv rivolte a un target ad hoc

Quante volte ti sei chiesto quale sia e da dove provenga il pubblico del tuo sito? Se hai un’azienda che opera nel B2B, ti sarai reso conto che scovare le persone giuste da raggiungere con le tue strategie di marketing sia un compito piuttosto arduo, anche oggi nell’era dei big data.

A rispondere a queste domande ci pensa Albacross: uno strumento di analytics e advertising che mostra da quale azienda provengono i visitatori del tuo sito e consente di fare inserzioni mirate! Non sei curioso di capire funziona? Scopriamolo insieme.

La prima cosa che potresti chiederti su Albacross è: ma quanto costa? Buone notizie, questo tool è free. Paghi solo se decidi di creare campagne sponsorizzate.

Il sistema di monitoraggio consente di avere dati importanti su coloro che visitano il sito e non solo. Una volta installato il codice di monitoraggio (manualmente, tramite plugin WordPress o con Google Tag Manager), Albacross inizierà a tracciare gli utenti offrendo dati sul nome dell’azienda per cui essi lavorano, compreso il fatturato e il numero di dipendenti, nonché tutte le informazioni circa la navigazione, ovvero durata della sessione, pagine visitate, canale di acquisizione.

 

Interessante, vero? Ma non finisce qui. Una volta individuata la nostra buyer persona e in quali aziende lavora, possiamo creare una campagna a pagamento in formato display per raggiungere altri che lavorano nelle aziende selezionate!  La creazione delle inserzioni è semplice, basta inserire il messaggio da trasmettere e caricare i banner nei formati indicati che vogliamo pubblicare.

I prezzi delle campagne sponsorizzate variano in base al numero di aziende che si vogliono raggiungere. Si parte con un budget minimo di 1,10€/giorno per ogni compagnia e si va a scendere col crescere del numero di aziende selezionate. Per 10 compagnie il costo minimo è di 8,80€/giorno, per 50 sono 27,50€/giorno.

Se ti servono consigli su come utilizzare questo e altri tool puoi scriverci a info@aroundhotel.com.

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Quattro modi per migliorare la brand reputation della tua attività

Che cos’è la brand reputation? Quanto conta per un’azienda e in che modo si può migliorare? Ecco quattro suggerimenti efficaci   Cos’è la brand reputation. Si tratta del modo in…

Che cos’è la brand reputation? Quanto conta per un’azienda e in che modo si può migliorare? Ecco quattro suggerimenti efficaci

 

Cos’è la brand reputation. Si tratta del modo in cui viene valutato il tuo business sul web, in relazione alla capacità di soddisfare le esigenze dei suoi clienti. Ogni attività che riguarda la comunicazione è volta a migliorare l’immagine del brand al fine di aumentare l’engagement con il pubblico. Ecco alcuni suggerimenti che puoi mettere subito in atto.

Scegliere i propri canali social. Definiti gli obiettivi e il target, bisogna scegliere quali canali possono supportare al meglio la tua attività. Hai una rivista? Twitter è il tuo canale naturale. Fai l’interior designer? Instagram è l’ideale. L’importante è non aprire un profilo dedicato su ogni piattaforma per essere dovunque, indistintamente: stabilisci quello che può fare al caso tuo, al momento gli algoritmi favoriscono la qualità dei contenuti, non la quantità.

Comunicare l’identità. Una volta scelti i mezzi, raccontare i tuoi valori, la tua storia è uno dei modi più importanti per coinvolgere gli utenti. Quali valori fondano il tuo business? Chi sono i componenti del tuo team? Com’è nata la tua azienda? Questi sono solo alcuni degli spunti per il racconto del tuo business, perché non sia solo questo agli occhi di un utente, ma un insieme di persone con una storia e dei valori.

Uno degli strumenti più importanti, a questo scopo, è lo storytelling. Raccontare l’azienda dalla nascita fa la differenza: se racconti ogni fase del tuo progetto, creerai negli utenti la curiosità di sapere tutto, come quando inizi a leggere una storia e vuoi sapere come va a finire.

Rispondere alle recensioni e ai commenti. Quando lanci un messaggio vuoi che arrivi ai tuoi destinatari, così che possano risponderti. E in questo modo anche quando gli utenti lasciano una recensione o un commento, rispondere è la maniera ideale per creare engagement. Che una recensione appaia su Google My Business, su Facebook o su Tripadvisor, va data una risposta. In questo modo:

  • Hai l’occasione di ringraziare e invitare il cliente a tornare;
  • Hai modo di rispondere a una recensione negativa per comunicare le tue ragioni in merito a un episodio spiacevole e, se necessario, di scusarti;
  • Fornire informazioni e chiarimenti.

Interagire. Per far crescere un profilo su qualsiasi social, bisogna interagire. Non basta condividere contenuti, per quanto brillanti essi siano. Condividere link di altre pagine, commentare e dialogare con gli altri può aiutare molto a far sì che gli utenti percepiscano una persona dietro un profilo, non un’immagine indistinta, opaca, che non evoca alcuna emozione.

Che aspetti? Chiediti cosa puoi raccontare ai chi ti segue e comincia a farlo nel modo migliore!

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Le meraviglie nascoste di Milano

Una milanese doc ci svela le meraviglie nascoste di Milano: questo articolo vi aiuterà a scoprirle, anche se per farlo dovrete perdevi fra vie e cortili milanesi Vi svelerò alcuni luoghi…

Una milanese doc ci svela le meraviglie nascoste di Milano: questo articolo vi aiuterà a scoprirle, anche se per farlo dovrete perdevi fra vie e cortili milanesi

Vi svelerò alcuni luoghi della città noti a pochi, ma che dovrebbero essere visti da tutti almeno una volta nella vita.
Cominciamo dal mio preferito: il Giardino della Villa Belgiojoso Bonaparte (Via Palestro), chiamato anche giardino della Villa Reale. È un parco storico di Milano situato in via Palestro, di fronte a

i giardini pubblici Indro Montanelli. Per visitarlo dovrete trovare un bambino che vi accompagni, infatti nel giardino vige una curiosa regola: gli adulti possono entrarvi solo se accompagnati dai più piccoli.

La seconda tappa del nostro viaggio si trova proprio di fronte a Santa Maria delle Grazie (Corso Magenta), nella casa degli Atellani, a cui Ludovico il moro donò la Vigna di Leonardo in segno di riconoscenza. Si dice che Leonardo negli anni a venire difese e mantenne in vita la vigna a ogni costo; alla sua morte il lotto venne diviso in due parti per poi essere quasi del tutto distrutto dai bombardamenti degli alleati durante la Seconda guerra mondiale. Tuttavia, pochi anni fa, la Fondazione Portaluppi e i proprietari della casa degli Atellani hanno deciso di ripiantare l’originale vigneto e riaprire al pubblico questo pezzo di storia.

Non distante da Santa Maria delle Grazie, sorge la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Entrare lì è come aprire un piccolo scrigno. La facciata

esterna è rivestita da una pietra grigia senza nessuna particolarità, non dà molto nell’occhio, ma appena entri si capisce subito perché viene chiamata “la Cappella Sistina di Milano”: ogni muro della chiesa è ricoperto da affreschi.  La decorazione della chiesa fu eseguita nel Cinquecento da autori della scuola di Leonardo e ultimata da Bernardino Luini, celebre pittore apprezzato dall’aristocrazia milanese del tempo.

Se invece siete amanti del macabro non potete perdere il prossimo suggerimento. A due passi da via Larga, in piazza Santo Stefano ‒ dove sorgeva il laghetto, chiuso poi nel 1857 per motivi di igiene pubblica ‒, vi è il Santuario di San Bernardino alle Ossa, nato nel 1127 come ospedale per i lebbrosi e cimitero. Col passare del tempo fu costruita una camera annessa alla chiesa in cui conservare le ossa dei defunti. Così nacque l’ossario, le cui pareti sono ancora oggi composte da vetrine contenenti teschi, dal pavimento al soffitto.

Camminando per le vie di Brera non potete perdere la visita all’Orto Botanico. Si accede da via Brera 28, attraverso il cortile della Pinacoteca. Di piccole dimensioni, ha un fascino romantico e un po’ decadente, stretto fra i palazzi quasi si volesse nascondere. L’Orto Botanico conserva circa 300 specie di piante diverse ed è stato voluto, insieme all’osservatorio astronomico, dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Tra gli esemplari più belli troviamo due Ginkgo biloba tra i più antichi d’Europa e un tiglio alto 40 metri. Inoltre, si possono ammirare architetture del passato, come la serra attribuita al Giuseppe Piermarini e le vasche ellittiche settecentesche in cui crescono iris e ninfee. Dopo un periodo di abbandono, nel 1998 è stato restaurato grazie all’Università degli Studi di Milano e successivamente aperto al pubblico.

Ultima chicca, forse la più famosa, è il Vicolo dei Lavandai. Sul naviglio Grande a pochi passi dalla Darsena, sorge questo storico vicolo che prende il nome da un antico lavatoio, tuttora esistente, dove fino agli anni Cinquanta le donne lavavano il bucato. In realtà il vicolo è dedicato ai lavandai e non alle lavandaie perché nell’Ottocento a occuparsi del bucato erano gli uomini organizzati in una vera e propria associazione. Al termine del vicolo vi consiglio il Morgante Cocktail & Soul, un lounge bar molto carino dove bere ottimi drink e passare una serata in compagnia.
A Milano è davvero impossibile annoiarsi! Buona esplorazione!

 

L’immagine della Vigna di Leonardo proviene dal sito www.vignadileonardo.com

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Ristoranti in cui ritrovare la Milano di un tempo

La nostra top 5 di ristoranti tipici lombardi, perché Milano è una città multiculturale, ma dalle tradizioni antiche Sono ristoranti a conduzione familiare nati in posizioni strategiche quando Milano ancora…

La nostra top 5 di ristoranti tipici lombardi, perché Milano è una città multiculturale, ma dalle tradizioni antiche

Sono ristoranti a conduzione familiare nati in posizioni strategiche quando Milano ancora non era la metropoli che conosciamo ora e che, col passare degli anni, sono riusciti a mantenere intatta la loro identità, grazie a una cucina semplice, a regola d’arte, come facevano le nostre nonne.

Noi ve ne consigliamo cinque, quelli che meglio ci riportano ai sapori della Milano di un tempo.

Antica Osteria Cavallini. Ristorante che si presenta con una nuova veste, elegante ma non eccessivamente formale: rinasce dopo una lunga tradizione familiare, mantenendo charme e stile architettonico del vecchio locale anni Trenta. Memoria, passato e innovazione si sposano in un connubio di sapori tra cucina tradizionale e quella d’avanguardia, con un occhio di riguardo alla ricerca del prodotto e alla genuinità delle materie prime.

Bice. Locale storico e rinomato a Milano, molto noto per la cucina casalinga, la cordialità del servizio e la raffinatezza dei suoi ambienti, è da sempre considerato il salotto di Milano per eccellenza. La sua cucina propone piatti di forte tradizione toscana ma anche piatti meneghini come l’ossobuco con risotto. Paste, risotti e dolci rigorosamente fatti in casa.

Ristorante La Pobbia 1850.  Da più di 150 anni gestito dalla famiglia Anzaghi, il ristorante La Pobbia 1850 è un punto di riferimento per gli amanti dell’autentica cucina milanese e luogo ideale per chi desidera scoprirne le specialità. Propone un menù che varia con le stagioni e propone ricette di alta cucina classica e creativa con ingredienti pregiati e di ottima qualità.

Al Garghet. In un angolo incontaminato e magico di Milano troviamo questo pittoresco ristorante che propone i tipici sapori milanesi e non solo in un ambiente carico di storia. Una cucina casalinga, dagli antipasti ai dolci, preparata solo con ingredienti naturali.

Antica Trattoria della Pesa. Tra i più antichi della città, situato nell’attuale Porta Garibaldi, questo ristorante è espressione della grande tradizione gastronomica lombarda. Condotto dalla famiglia Sassi, è un locale pieno di storia che ambisce a mantenere l’atmosfera e l’autenticità dell’Ottocento. Si può dire che l’Antica Trattoria della Pesa è un angolo di Milano dove si incontrano buongusto e tradizione.

Risotti di ogni genere, cotoletta alla milanese, cassoeula, ossobuco, formaggi e dolci deliziosi. Sta venendo fame anche a voi?

 

 

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Come creare una strategia di online advertising efficace?

Le piattaforme e i canali di digital advertising sono molteplici e ognuno ha funzioni specifiche in base agli obiettivi da raggiungere. Oggi raccontiamo cosa abbiamo pensato per la sponsorizzazione dei…

Le piattaforme e i canali di digital advertising sono molteplici e ognuno ha funzioni specifiche in base agli obiettivi da raggiungere. Oggi raccontiamo cosa abbiamo pensato per la sponsorizzazione dei ristoranti di un nostro cliente

Analizzare gli obiettivi. Qualsiasi strategia di marketing deve partire dall’individuazione di obiettivi precisi. Aumentare il fatturato, per intenderci, è un obiettivo generico e scontato. Nel nostro caso l’obiettivo era aumentare il numero di utenti dei servizi di delivery e take away offerti dal brand.

Scelta della piattaforma. Un numero sempre maggiore di titolari di business del settore ristorativo si sta interessando al mondo digital per promuovere la propria attività, ma spesso la scarsa conoscenza della materia porta a pensare che una piattaforma sia migliore rispetto a un’altra, oppure che una sia più costosa di altre. La verità è che non esiste un canale migliore in assoluto: deve essere scelto in base agli obiettivi.

Nello specifico, per il nostro cliente abbiamo scelto di usare Google Adwords in modo da mostrarne l’annuncio ai probabili clienti mentre stanno cercando il servizio offerto dal ristorante. La sponsorizzazione sui motori di ricerca, infatti, raggiunge quella che viene definita domanda consapevole, quella di un utente che ha già preso la decisione di usufruire di un servizio o soddisfare un bisogno ma non sa ancora a chi rivolgersi. È in questo momento che è importante rendersi visibili.

Individuare il target. Conoscere il target della propria attività è di fondamentale importanza, soprattutto quando si opera nel digital, dove è possibile raggiungere con precisione le persone che interessano in base all’età, al luogo di residenza e agli interessi personali.

Verificare e implementare la user experience. Senza dubbio Google, Facebook e Instagram, per citare i più conosciuti, sono strumenti molto potenti per aumentare la propria visibilità online, ma non fanno ancora magie! Spesso si crede sia sufficiente impostare un buon budget e affidare tutto agli algoritmi di queste piattaforme, sperando in poco tempo di riempire la sala del ristorante con nuovi clienti. Quando un nuovo utente ci conosce online è necessario condurlo in modo rapido e semplice verso il nostro obiettivo; un sito web obsoleto, un sistema di prenotazione poco funzionale o una sporadica gestione delle pagine social possono avere effetti doppiamente negativi se si decide di promuoversi online, perché viene disperso del budget per raggiungere persone che riceveranno una cattiva brand image dell’attività, ancor prima di sedersi a un tavolo del ristorante.

Nel nostro caso ci siamo assicurati di condurre l’utente, il quale ha cliccato sugli annunci in modo rapido e agevole verso la prenotazione al ristorante.

Creazione, ottimizzazione e monitoraggio della campagna. Una volta determinato il canale, il pubblico, il budget e i contenuti da promuovere, si passa alla creazione tecnica della campagna tramite gli strumenti messi a disposizione dalle varie piattaforme. Le campagne vanno poi monitorate e ottimizzate in base ai risultati. La buona notizia è che, rispetto ai sistemi tradizionali, nel digital si può in qualsiasi momento modificare e migliorare diversi aspetti delle promozioni in tempo reale senza spendere ulteriore budget.

Nelle campagne di tutti i nostri clienti abbiamo più volte modificato e spostato il budget verso quello che, dati alla mano, risultava essere il pubblico più propenso a compiere le azioni volute.

Saper usare gli strumenti è fondamentale. La pubblicità sul web funziona e non è possibile non considerarla in una strategia generale di marketing. Tuttavia, bisogna ricordarsi sempre che essa richiede conoscenze tecniche precise e non può essere affrontata in modo amatoriale.

Se ti serve qualche consiglio o stai pensando di investire nel digitale per la tua attività, scrivici a info@aroundhotel.com.

 

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Dieci luoghi colorati per respirare aria di primavera

Si sa, la primavera risveglia la natura e il desiderio di viaggiare. Per questo oggi vi parleremo di alcuni dei nostri luoghi colorati preferiti Girovagando per il mondo, tra le…

Si sa, la primavera risveglia la natura e il desiderio di viaggiare. Per questo oggi vi parleremo di alcuni dei nostri luoghi colorati preferiti

Girovagando per il mondo, tra le mete più colorate troviamo l’Avana, la capitale cubana che con le sue case e le auto d’epoca illumina le strade unendo passato e presente e dando ancora più vitalità a un paese come Cuba.

L’allegra Buenos Aires non poteva mancare coi suoi colori sgargianti che hanno il loro culmine nel quartiere La Boca e nel Caminito, la via degli artisti. Era tradizione infatti dipingere le case con tinte vivaci, utilizzando le rimanenze delle vernici usate per colorare le barche che trasportavano le merci.

In Europa sono tanti gli angoli colorati: alcuni sono interi quartieri, altri semplici monumenti.

Tra i quartieri colorati troviamo le case che si affacciano sul fiume di Innsbruck, fino agli edifici sul canale Nyhavn di Copenaghen. Nella città danese, le dimore colorate rappresentavano il porto sicuro di marinai e scrittori, tra i quali Andersen, che ci abitò per circa vent’anni. Nella fredda ma bellissima Praga invece si trova il Vicolo d’Oro. A dispetto del nome entrandoci non ci si troverà davanti a oro sparso in ogni dove, ma a delle piccole case, basse, con finestrelle e porte ad altezza dei sette nani. Il Vicolo d’Oro è situato accanto al Castello e in origine, secondo la leggenda, erano le dimore degli arcieri per difesa.

In ultimo ci sono due luoghi particolarmente magici. Il primo è il celebre quartiere di Notthing Hill di Londra, che ha dato anche nome al noto film con Hugh Grant e Julia Roberts. Le case, in perfetto stile inglese con tre-quattro gradini prima dell’ingresso, illuminano la zona con i loro colori pastello.

Uno stile fiabesco esprime invece il Palacio National de Pena a Sintra, cittadina dei castelli a 20 km di Lisbona e dichiarata patrimonio dell’Unesco. Colori sgargianti e vivaci ravvivano ogni sezione esterna dell’edificio ottocentesco.

E la nostra amata Italia?

Se si pensa ai colori in Italia subito viene in mente la piccola isola della laguna di Venezia, Burano. Con le sue case gialle, verdi, rosse e rosa illumina lo sguardo dei diversi turisti che ogni giorno passano da qui. Ma in origine le case erano state realizzate con mille colori accesi per aiutare i pescatori a ritrovare la strada di casa anche in giornate di nebbia fitta.

La Liguria è nota per le sue case multicolor. Soprattutto le amate Cinque Terre, in particolare Riomaggiore, Vernazza, e la bellissima Portovenere illuminano le giornate e la costa del mare ligure.

Sapete che anche Milano ha la sua zona di colori? Si trova in via Lincoln, in zona piazza Cinque Giornate ed è l’ex quartiere operaio. Passeggiare in questa piccola via è come ritrovarsi catapultati improvvisamente fuori dal grigio di Milano e ritrovarsi in qualche paese esotico.

Photo credit: Arianna De Felice

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Case history della comunicazione: l’apertura di AleXAmber Fish Cuisine a Milano

Vi raccontiamo come abbiamo lavorato all’apertura di AleXAmber Fish Cuisine, il ristorante dei figli della celebre Bice Milano   Sicuramente tra i compiti più stimolanti, raccontare AleXAmber Fish Cuisine è…

Vi raccontiamo come abbiamo lavorato all’apertura di AleXAmber Fish Cuisine, il ristorante dei figli della celebre Bice Milano

 

Sicuramente tra i compiti più stimolanti, raccontare AleXAmber Fish Cuisine è stata una sfida affascinante. C’erano tre ragazzi molto giovani e molto talentuosi che stavano per intraprendere il percorso più importante della loro vita sino a ora, e tutto andava raccontato nel modo migliore possibile. Due di loro, Ambra e Alessandro Mazzone, hanno una tradizione di tutto rispetto alle spalle: quella del ristorante di Bice Milano, dove sono cresciuti. E noi conosciamo bene quella tradizione, perché la raccontiamo tutti i giorni sui canali dedicati.

«L’idea nasce da quando eravamo bambini, venivamo a giocare al ristorante dei miei genitori e col passare degli anni la nostra è diventata una passione. Simulavamo le attività del ristorante anche a casa, dove avevamo una piccola cucina giocattolo. Ho sempre saputo di voler continuare l’attività di famiglia».

Alessandro Mazzone

Il primo passo ‒ come sempre ‒ è stato quello di sentire il racconto dalle loro labbra, in un pomeriggio passato allo storico ristorante di via Borgospesso insieme ai fratelli Mazzone e allo chef Alessandro Schiavon, anche lui cresciuto professionalmente nella cucina di Bice.

I miei genitori hanno un ristorante a Imperia e anche io mi sono innamorato presto di questo lavoro. Studiavo ragioneria e nel frattempo lavoravo in sala. La prima esperienza in un ristorante che non era quello nostro si è svolta proprio in sala. Poi una sera il cuoco non c’era e così sono andato io: è stata una rivelazione. Pensavo di non essere in grado, mi sembrava difficile e invece poi dopo quella serata d’agosto al mare, quindi decisamente affollata, ero molto soddisfatto e ho capito fino in fondo che volevo assolutamente fare questo lavoro. Lavorare al ristorante dei miei genitori mi ha insegnato molto sulle materie prime, sulla cucina di pesce e ho avuto anche un’influenza del sud: la mia prima insegnante in cucina è stata mia nonna, che è siciliana.

Alessandro Schiavon

Il nome del ristorante viene dai nostri nomi declinati in inglese uniti insieme, Alex e Amber. Ci piaceva l’idea di unire i nostri nomi, suonava bene e quindi ci siamo trovati subito d’accordo. Anche la scelta dei colori non è casuale, adoro il nero e, unito al bianco e al rosso richiama Bice. Teniamo molto alle nostre radici e al fatto che veniamo da qui, come se proseguissimo quello che fanno i nostri genitori.

Ambra Mazzone

Ci trovavamo di fronte a tre ragazzi che, per quanto giovani, erano già molto consapevoli del loro mestiere e del loro futuro. Dopo aver capito sino in fondo la filosofia della cucina cui avrebbero dato vita, ci siamo dedicati al piano editoriale:

  • Storytelling dei lavori
  • Racconto dei proprietari e dello chef
  • Localizzazione del locale in un quartiere molto vivo di Milano, porta Nuova

in prima istanza, cui sarebbero seguiti:

  • Alta qualità delle materie prime
  • Piatti del menù

Abbiamo dunque iniziato a comunicare il progetto passo dopo passo, sia su Facebook che su Instagram, sponsorizzando i post più rilevanti. Prima il quartiere, poi la ristrutturazione del locale che avrebbe accolto il ristorante, la parte più importante dello storytelling, in quella fase; raccontare la decorazione degli esterni e degli interni ‒ dando spazio anche a nomi d’eccezione, come quello di Fornasetti per la carta da parati, fino al risultato finale ‒, ci ha aiutati a coinvolgere gli utenti, mostrando giorno dopo giorno il modo in cui prendeva vita un progetto pieno di cura del dettaglio e carico di aspettative. È stato sicuramente questo l’elemento di maggior pressione: non stavamo comunicando ristoratori che stavano cominciando da zero, ma persone con una tradizione molto precisa; l’identità dei nostri giovani interlocutori, la loro storia, il know how acquisito sin da piccoli dovevano avere il giusto risalto, senza però che pesasse come unico argomento veicolato attraverso i nostri post. Abbiamo puntato sui loro volti e sui luoghi da dove provengono.

Nel frattempo i testi del sito erano già stati definiti insieme a loro, sulla base di quel lungo racconto che aveva segnato il nostro incontro, la materia prima con cui abbiamo dato corpo ai post su Facebook e su Instagram. Oltre alla storia, la tradizione, la definizione di tutti i dettagli del progetto, l’altro argomento cardine è diventato presto la filosofia della cucina, insieme all’alta qualità delle materie prime, tratto che deriva da Bice Milano, insieme all’unicità che distingue l’accoglienza degli ospiti: un insieme di cordialità affettuosa e di estrema professionalità che raramente si sperimentano in un ristorante.

Il servizio fotografico è stato un altro passaggio importante a dir poco, che avrebbe dato corpo alla linea editoriale e all’immagine tanto quanto allo stile scelto per i testi. Modestino Tozzi ha lavorato alle foto dando risalto alle materie prime e ai colori delle portate, alla raffinatezza degli ambienti e alle luci soffuse. In questo modo è stato possibile completare il lavoro al sito internet alexamberfishcuisine.com, che racchiude i contenuti più importanti.

Dall’apertura del ristorante, è entrato nel vivo un aspetto importante della nostra attività, il costumer care online, nella gestione delle recensioni su varie piattaforme, al fine di creare engagement con i clienti e in generale con tutti gli utenti che interagiscono con i profili social di AleXAmber e con chi lascia una recensione su tripdvisor e su Facebook.

In questo caso in particolare, il nostro lavoro è semplice: AleXAmber Fish Cuisine ha subito colpito i suoi clienti per la straordinaria qualità delle materie prime, per la squisitezza delle sue proposte culinarie ricercate e per l’accoglienza particolarmente gentile dei suoi ospiti.

Continuiamo giorno dopo giorno a raccontare queste peculiarità e gli eventi al ristorante, che sta rendendo giustizia alla tradizione da cui proviene.

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I caffè di Milano più amati dagli instagramer

Ecco alcuni bar di Milano molto amati dagli instagramer dove mangiare bene! Ormai gli amanti di Instagram sono dappertutto e ricercano l’angolo o dettaglio giusto da postare sul loro profilo…

Ecco alcuni bar di Milano molto amati dagli instagramer dove mangiare bene!

Ormai gli amanti di Instagram sono dappertutto e ricercano l’angolo o dettaglio giusto da postare sul loro profilo social. Attualmente, tra le tendenze più in crescita ci sono i bar a prova di instagramer. Ecco una lista di quelli imperdibili a Milano.

Primo fra tutti Bar Luce, progettato dal regista Wes Anderson e situato all’interno del complesso della Fondazione Prada in largo Isarco 2: mobili vintage, colazioni da pasticceria, flipper e colori pastello. Elementi perfetti per ogni instagramer. Sempre di colori pastello si tratta: al Vanilla Bakery in via San Siro 2, il colore predominante è il rosa confetto; sarete accolti in un mondo stile Alice nel paese delle Meraviglie tra omini di pan di zenzero e cupcake americani glitterati per arricchire il proprio profilo Instagram di uno stile più fashion.

Quando si parla di pasticceria si pensa subito allo stile dei café parigini e anche Milano ha voluto replicare questa raffinata atmosfera francese. Tra i bar più apprezzati si colloca Marotin, in via Archimede 59, che col suo stile rétro e profumo di dolci rimanda oltre il confine del nostro Belpaese.

Uno stile più semplice contraddistingue invece i locali di oTTo, in via Sarpi 8, e Pavé Milano, presente con tre punti vendita in città. Lo caratterizza uno stile industrial con tavoli in legno appositamente rovinati che fanno impazzire gli instagramer. Pavé inoltre ricrea un ambiente che fa sentire tutti come a casa lasciando intravedere ai clienti la pasticceria laboratorio a vista.

Diversi bar milanesi puntano sugli angoli di verde, come Riad Food Garden in viale Piave 17, che rievoca nel suo bistrot uno stile marocchino-danese, o il LùBar, all’interno del complesso del GAM, in via Palestro 16, col suo giardino che propone specialità siciliane.

In ultimo, non certo per importanza, il Crazy Cat Café, in via Napo Torriani 5. Dedicato agli amanti dei gatti e a tutti coloro che pensano che la pet therapy sia un ottimo metodo per risollevarsi la giornata insieme, ovviamente, a una tazza di caffè gattosa.

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Gotta eat them all, poké bowl!

Lo avete già mangiato? Vi sveliamo alcune curiosità sulla poké bowl! Qual è il foodtrend dell’estate 2018? Un piatto colorato, fresco e al tempo stesso completo e con poche calorie, che…

Lo avete già mangiato? Vi sveliamo alcune curiosità sulla poké bowl!

Qual è il foodtrend dell’estate 2018? Un piatto colorato, fresco e al tempo stesso completo e con poche calorie, che arriva direttamente da oltreoceano.

Ma andiamo con ordine. La poké bowl è un piatto di origini hawaiane che letteralmente significa “tagliato a cubetti”: un’insalata di pesce crudo che nasce come piatto tradizionale consumato dai pescatori hawaiani a base di tonno o, in alternativa, polpo, a cui veniva aggiunto qualsiasi altro condimento a loro disposizione.

Da tipico piatto soul food, la poké bowl si è evoluta e, in ogni luogo in cui è approdata, risente di contaminazioni asiatiche nei condimenti (salsa di soia, olio di sesamo e alghe), così come aggiunte di ingredienti tipici del Pacifico: cipolle, peperoncino, verdure, spezie. Le influenze non si fermano qui: la ricetta si trasforma nuovamente aggiungendo pomodori, peperoni verdi, insalata e avocado.
Questa specialità, saporita e nutriente, è giunta anche in Europa, diventando il piatto preferito dei foodlover e foodblogger di tutto il vecchio continente, ma soprattutto il più instagrammato, grazie ai suoi colori vivaci che ben si prestano a questo social.

A Milano questa nuova moda non è certo passata inosservata, tant’è che numerosi ristoranti, come The Botanical Club, Temakinho e Perla D’oro, hanno deciso di inserirla nel loro menù.
Quest’ultimo, data la sua vena fusion e la continua ricerca che ne caratterizzano la cucina, ha incluso questi piatti colorati, freschi e pieni di gusto nella sua proposta in pausa pranzo. Perla D’oro propone le poké bowl in tre versioni (salmone, branzino e tonno), accanto al suo speciale menù dedicato a chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare al gusto!

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