Categoria: drink

Le meraviglie nascoste di Milano

Una milanese doc ci svela le meraviglie nascoste di Milano: questo articolo vi aiuterà a scoprirle, anche se per farlo dovrete perdevi fra vie e cortili milanesi Vi svelerò alcuni luoghi…

Una milanese doc ci svela le meraviglie nascoste di Milano: questo articolo vi aiuterà a scoprirle, anche se per farlo dovrete perdevi fra vie e cortili milanesi

Vi svelerò alcuni luoghi della città noti a pochi, ma che dovrebbero essere visti da tutti almeno una volta nella vita.
Cominciamo dal mio preferito: il Giardino della Villa Belgiojoso Bonaparte (Via Palestro), chiamato anche giardino della Villa Reale. È un parco storico di Milano situato in via Palestro, di fronte a

i giardini pubblici Indro Montanelli. Per visitarlo dovrete trovare un bambino che vi accompagni, infatti nel giardino vige una curiosa regola: gli adulti possono entrarvi solo se accompagnati dai più piccoli.

La seconda tappa del nostro viaggio si trova proprio di fronte a Santa Maria delle Grazie (Corso Magenta), nella casa degli Atellani, a cui Ludovico il moro donò la Vigna di Leonardo in segno di riconoscenza. Si dice che Leonardo negli anni a venire difese e mantenne in vita la vigna a ogni costo; alla sua morte il lotto venne diviso in due parti per poi essere quasi del tutto distrutto dai bombardamenti degli alleati durante la Seconda guerra mondiale. Tuttavia, pochi anni fa, la Fondazione Portaluppi e i proprietari della casa degli Atellani hanno deciso di ripiantare l’originale vigneto e riaprire al pubblico questo pezzo di storia.

Non distante da Santa Maria delle Grazie, sorge la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Entrare lì è come aprire un piccolo scrigno. La facciata

esterna è rivestita da una pietra grigia senza nessuna particolarità, non dà molto nell’occhio, ma appena entri si capisce subito perché viene chiamata “la Cappella Sistina di Milano”: ogni muro della chiesa è ricoperto da affreschi.  La decorazione della chiesa fu eseguita nel Cinquecento da autori della scuola di Leonardo e ultimata da Bernardino Luini, celebre pittore apprezzato dall’aristocrazia milanese del tempo.

Se invece siete amanti del macabro non potete perdere il prossimo suggerimento. A due passi da via Larga, in piazza Santo Stefano ‒ dove sorgeva il laghetto, chiuso poi nel 1857 per motivi di igiene pubblica ‒, vi è il Santuario di San Bernardino alle Ossa, nato nel 1127 come ospedale per i lebbrosi e cimitero. Col passare del tempo fu costruita una camera annessa alla chiesa in cui conservare le ossa dei defunti. Così nacque l’ossario, le cui pareti sono ancora oggi composte da vetrine contenenti teschi, dal pavimento al soffitto.

Camminando per le vie di Brera non potete perdere la visita all’Orto Botanico. Si accede da via Brera 28, attraverso il cortile della Pinacoteca. Di piccole dimensioni, ha un fascino romantico e un po’ decadente, stretto fra i palazzi quasi si volesse nascondere. L’Orto Botanico conserva circa 300 specie di piante diverse ed è stato voluto, insieme all’osservatorio astronomico, dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Tra gli esemplari più belli troviamo due Ginkgo biloba tra i più antichi d’Europa e un tiglio alto 40 metri. Inoltre, si possono ammirare architetture del passato, come la serra attribuita al Giuseppe Piermarini e le vasche ellittiche settecentesche in cui crescono iris e ninfee. Dopo un periodo di abbandono, nel 1998 è stato restaurato grazie all’Università degli Studi di Milano e successivamente aperto al pubblico.

Ultima chicca, forse la più famosa, è il Vicolo dei Lavandai. Sul naviglio Grande a pochi passi dalla Darsena, sorge questo storico vicolo che prende il nome da un antico lavatoio, tuttora esistente, dove fino agli anni Cinquanta le donne lavavano il bucato. In realtà il vicolo è dedicato ai lavandai e non alle lavandaie perché nell’Ottocento a occuparsi del bucato erano gli uomini organizzati in una vera e propria associazione. Al termine del vicolo vi consiglio il Morgante Cocktail & Soul, un lounge bar molto carino dove bere ottimi drink e passare una serata in compagnia.
A Milano è davvero impossibile annoiarsi! Buona esplorazione!

 

L’immagine della Vigna di Leonardo proviene dal sito www.vignadileonardo.com

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Streat – Food Experience

Streat nasce dall’idea di fondere lo street food tipicamente americano e anglosassone, a base di hamburger, sandwich e fish&chips, con il gusto e la qualità della cucina italiana: difatti i…

Streat nasce dall’idea di fondere lo street food tipicamente americano e anglosassone, a base di hamburger, sandwich e fish&chips, con il gusto e la qualità della cucina italiana: difatti i prodotti sono freschi, a km 0 e prodotti quotidianamente.

La qualità delle materie prime assieme all’attenzione e la cura dei dettagli nella preparazione di ogni piatto sono il segreto di uno street food di alto livello.

È possibile usufruire di tre servizi all’interno di questo locale: il delivery, il take out o più semplicemente accomodarsi e gustare direttamente in loco le prelibatezze offerte.

Per le bevande, rimanendo in ambito “American style”, potete scegliere tra 25 birre in bottiglia e alla spina che cambiano stagionalmente.

Un luogo adatto ad una pausa pranzo o una cena easy, in un ambiente accogliente come a casa vostra.

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© Streat

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Cocktail Bar di nuova apertura a Milano

Scegliere dove trascorrere una serata piacevole, magari accompagnata da un drink particolare non è sempre facile, ma noi vogliamo consigliarvi tre cocktail bar di recente apertura che ci hanno particolarmente…

Scegliere dove trascorrere una serata piacevole, magari accompagnata da un drink particolare non è sempre facile, ma noi vogliamo consigliarvi tre cocktail bar di recente apertura che ci hanno particolarmente colpito e incuriosito.

 

Rufus Cocktail Bar

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© Rufus Cocktail Bar

 

Aperto da un anno circa, quasi come un segno del destino, questo locale in zona Conciliazione è il coronamento del sogno e la voglia di cambiamento nell’ambiente dei bar di Alessandro De Luca e Gianluca Picco.
Se vi aspettate il solito cocktail bar cambierete subito idea: questo locale offre una vasta scelta di caffè e di differenti miscele già a partire dal mattino, con la possibilità di scegliere tra colazione dolce o salata, si continua poi con un servizio di pranzo e di caffetteria ininterrotto fino a sera, per poi proseguire con l’aperitivo, in tapas dal mercoledì al sabato, rigorosamente con prodotti freschi e di qualità, così come di qualità è la carta dei drink, che viene modificata tutte le settimane in base ai gusti del barman, ma soprattutto in base ai gusti dei clienti.

 

Drinc. Cocktail and Conversation

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© Drinc. Cocktail&Conversation

 

Rivisitazione in chiave moderna dello speakeasy, in zona Buenos Aires si trova il Drinc. Cocktail and Conversation, la realizzazione delle aspirazioni di Luca Marcellin di avere un proprio cocktail bar dove le persone possano chiacchierare tranquillamente, sorseggiando un drink di qualità.
Qui troverete un ambiente easy, tranquillo, fashion ed elegante con un servizio al tavolo 5 stelle: i drink sono ricercati e particolari, vi è un’ampia scelta di signature cocktail per tutti i gusti a partire da quelli a base di tequila per arrivare al martini, passando per il mezcal.

 

Morgante Cocktail & Soul

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© Morgante Cocktail&Soul

 

Se cercate un luogo intimo, con degli ottimi cocktail e della buona cucina contemporanea italiana, il luogo che fa per voi si trova in vicolo privato Lavandai.
In una corte defilata dalla movida dei Navigli, incapperete nel Morgante Cocktail & Soul, cocktail bar avvolto in un’atmosfera formale, tranquilla ed accogliente.
Potete trovare signature drink e cocktail di miscelazione contemporanea studiati appositamente per voi da Milo e Carlo, da gustare in una location esclusiva, a metà tra il minimal e il vintage.
Il caratteristico dehor rende questo locale uno dei più piacevoli per passare una serata deliziosa in centro a Milano.

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Enoteche storiche a Milano: il Montalcino

Locale con 40 anni di storia, si trova affacciato sul naviglio e sullo spazio che ha visto susseguirsi nel tempo la fiera di Senigallia e il Mercato Metropolitano. Sull’insegna esterna,…

Locale con 40 anni di storia, si trova affacciato sul naviglio e sullo spazio che ha visto susseguirsi nel tempo la fiera di Senigallia e il Mercato Metropolitano. Sull’insegna esterna, troneggia la scritta “fiaschetteria” ad indicare l’anima da enoteca con cucina e trattoria del locale.

Di matrice Senese, Il Montalcino propone ricette di tradizione toscana, come i classici pici con cinghiale, i crostini di salsiccia, il guancialino cotto a basse temperatura e tutta una serie di specialità allettanti.

I dolci sono realizzati in casa e spaziano dai gelati ai cantucci, che ovviamente, accompagnano il vin santo.

Accanto al menu di ricette toscane, troviamo oltre 300 referenze di vini in cui primeggiano le etichette toscane, Montalcino e Brunello, ma non mancano i riferimenti nazionali.

Il secolare ulivo e il glicine nel dehors, dove si mangia open air, rappresentano tratti distintivi del ristorante.

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Intervista a Flavio Esposito, BarChef creatore del rinnovato Boutique12 a Milano

  La redazione di AroundHotel ha avuto il piacere di confrontarsi con Flavio Esposito, consulente e creatore di Boutique12, locale rinnovato nello stile e nella filosofia. A.H. Come nasce l’idea…

 

La redazione di AroundHotel ha avuto il piacere di confrontarsi con Flavio Esposito, consulente e creatore di Boutique12, locale rinnovato nello stile e nella filosofia.

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A.H. Come nasce l’idea di Boutique12?

F.E. “Ho voluto creare un posto conviviale, per avere la sensazione di cucinare e far da bere per i miei amici: era il mio sogno nel cassetto.”  

Nato qualche anno fa dall’immaginazione del giovane e dinamico BarChef, il Boutique12 oggi si evolve in un nuovo concept della ristorazione con l’obiettivo di ideare e realizzare prodotti unici e di eccellenza che riescano a soddisfare in ogni particolare i desideri dei clienti.

A.H. Qual’è la filosofia del nuovo locale?

F.E. “Boutique12 vuole essere uno stile di vita in cui si ha il privilegio di poter scegliere ogni dettaglio per rendere l’esperienza personale e inconfondibile. Come un sarto che sa esaltare in modo naturale le caratteristiche di ognuno dei suoi clienti, lo staff del B12 realizzerà su misura abbinamenti tra cibo e bevande, guidando i suoi ospiti in un percorso sensoriale creativo e di qualità.”

L’interessante progetto “Food & Drink Experience” ideato da Flavio – “Il buon cibo si può e si deve associare al buon bere” – ha l’intento di condurre alla scoperta di sapori del tutto inediti attraverso l’unione di determinati cibi con specifici drink. Questo innovativo concetto di ristorazione prende vita con il nuovo Boutique12, un luogo informale ma allo stesso tempo professionale, collocato in uno dei punti strategici del cuore della città meneghina dove turismo, shopping e divertimento sono in prima linea.

A.H. Quale saranno i prossimi passi?

F.E. “Il prossimo obiettivo è quello di portare avanti il concept bar “Bespoke – spirit of taste”, già approvato da esperti del settore quali Joe Bastianich, Teo Musso e Andrea Illy (durante il programma televisivo BarFight su Sky Uno).”

L’ispirazione anni ’30 della stanza Bespoke “spirit of taste” trae spunto sia da un riferimento diretto ad un’epoca dove l’esclusività e l’eleganza diventavano connotati inequivocabili di uno status e di una gioia di vivere in cui ci identifichiamo, sia per l’ubicazione del locale: Piazza Oberdan, pochi passi dal leggendario albergo diurno di Milano del quale è già stato avviato il recupero.

A.H. Come è stato concepito il locale e qual’è pubblico ideale?

F.E. “Ogni dettaglio concorre a trasmettere sensazioni di benessere all’avventore che può vivere un’esperienza completa stimolato dal gusto ricercato degli abbinamenti tra cucina & cocktail, dall’autenticità dei materiali riscontrabile al tatto, dall’esperienza visiva degli spazi cesellati del locale e dalla cura nel rituale del servizio. Entrare al Boutique12 è come compiere un viaggio: uno stacco dalla frenesia del corso dello shopping, un salutare “pit- stop” per ricaricare il proprio animo”.

“Non esiste innovazione senza tradizione” – attraverso le sue creazioni culinarie, Flavio Esposito valorizza le proprie origini ed esprime una cultura del territorio. Innovare significa infatti “rinnovare una tradizione” ed il BarChef con sapiente passione offre ai suoi clienti un’esperienza inedita, non convenzionale, mantenendo sempre viva la propria identità, affiancato dalla direttrice Valeria e da uno staff unito e professionale, pronti per questa nuova evoluzione.

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