Il logo è l’elemento centrale di tutto il graphic design: a partire dal branding aziendale fino alla grafica stampata. Esso contribuisce in maniera fondamentale a costruire l’identità di un’azienda e permette di differenziarla dai suoi competitor

Se sei un creativo, almeno una volta nella vita ti sarà capitato di analizzare o ideare un logo. Un compito tanto meraviglioso, quanto complicato, in quanto entrano in gioco una miriade di fattori. Ed è da qui che nasce spontanea una domanda: esistono regole universali per realizzare il logo perfetto? La risposta è nì. Quando si parla di creatività non si può parlare di regole, al massimo di consigli. Eccone quattro.

La prima caratteristica di un logo, quella per me fondamentale, è l’adattabilità. Infatti deve essere versatile e adattabile su qualsiasi forma o superficie; deve poter essere stampato su un biglietto da visita o su un telone alto 30 metri senza perdere di risoluzione. Ciò significa che per realizzarlo bisogna utilizzare un software di grafica vettoriale come Illustrator e non con uno di grafica raster come Photoshop. Illustrator sì, Photoshop assolutamente no. Non lo si ripete mai abbastanza. Diffidate dai grafici che vi consegnano un logo in formato .jpg!

Il punto numero due è la semplicità. Puntare su di essa nella costruzione di un logo permette di ottenere qualcosa che sia facilmente identificabile. In fondo il grande Mies, architetto e designer tedesco, diceva sempre “Less is more”.

Non bisogna mai dimenticare che deve essere adatto al pubblico di riferimento e, soprattutto, coerente con quello che l’azienda vuole trasmettere. Questo non vuol dire che debba per forza rappresentare i prodotti o servizi offerti. Se pensiamo infatti ai loghi della Apple o della Microsoft non ci fanno capire che vendono prodotti elettronici. O l’iconico swoosh di Nike non ricorda una sneakers.

L’ultimo punto, ma non meno importante, ci ricollega al primo. Un logo deve essere sempre riconoscibile. Per questo, una volta terminata la bozza iniziale, ci si dovrebbe chiedere: “sarà leggibile in qualsiasi versione?”. Questo perché un logo, quando è davvero efficace, deve poter essere riconosciuto sempre: in piccolo (ad esempio attorno ai 5/6 millimetri di altezza), in bianco e nero o in posizione invertita.

Queste sono le linee guida che io stessa ho imparato durante la prima lezione di graphic design all’accademia. Poi si sa, a noi creativi piace uscire dagli schemi. Dopotutto, chi propone un’idea fuori dal coro diventa indimenticabile.

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